{"id":409,"date":"2016-12-09T13:37:20","date_gmt":"2016-12-09T13:37:20","guid":{"rendered":"http:\/\/plethorathemes.com\/hotel-xenia\/?p=409"},"modified":"2018-02-13T16:24:50","modified_gmt":"2018-02-13T16:24:50","slug":"amalfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leduecostiere.com\/en\/amalfi\/","title":{"rendered":"Amalfi"},"content":{"rendered":"<p><b>Amalfi<\/b>\u00a0\u00e8 un\u00a0comune italiano\u00a0di 5.084 abitanti della\u00a0provincia di Salerno\u00a0in\u00a0Campania.<\/p>\n<p>Dal\u00a01997, la\u00a0Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, \u00e8 stata dichiarata dall&#8217;Unesco\u00a0<i>Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0<\/i>.<\/p>\n<p>La sua fondazione viene fatta risalire ai\u00a0Romani\u00a0(il suo stemma reca la scritta\u00a0<i>Descendit ex patribus romanorum<\/i>). A partire dal\u00a0IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le\u00a0repubbliche marinare, rivaleggi\u00f2 con\u00a0Pisa,\u00a0Venezia\u00a0e\u00a0Genova\u00a0per il controllo del\u00a0Mar Mediterraneo.<\/p>\n<p>Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di\u00a0<i>Tavole amalfitane<\/i>, ebbe una grande influenza fino al\u00a0XVII secolo.<\/p>\n<p>Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell&#8217;XI secolo, dopodich\u00e9 inizi\u00f2 una rapida decadenza: nel\u00a01131\u00a0fu conquistata dai\u00a0Normanni\u00a0e nel\u00a01135\u00a0e\u00a01137\u00a0saccheggiata dai pisani. Nel\u00a01343, poi, una tempesta con conseguente\u00a0maremoto\u00a0distrusse gran parte della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla\u00a0Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle citt\u00e0 di Genova, Pisa e Venezia.<\/p>\n<p>Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l&#8217;invenzione della bussola era attribuita dallo storico\u00a0Flavio Biondo\u00a0agli Amalfitani, il filologo\u00a0Giambattista Pio\u00a0sostenne che la\u00a0bussola\u00a0fosse stata inventata dall&#8217;amalfitano\u00a0Flavio Gioia. Nel testo in questione (<i>Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur<\/i>), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l&#8217;inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo<sup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\">[4]<\/sup>. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. &#8220;Un&#8217;antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro&#8221;<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\">[5]<\/sup>.<\/p>\n<p>Particolarmente fiorente nella storia della citt\u00e0 e viva in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, \u00e8 l&#8217;industria cartaria, legata alla produzione della pregiata\u00a0carta di Amalfi. In citt\u00e0 infatti \u00e8 possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amalfi\u00a0\u00e8 un\u00a0comune italiano\u00a0di 5.084 abitanti della\u00a0provincia di Salerno\u00a0in\u00a0Campania. Dal\u00a01997, la\u00a0Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, \u00e8 stata dichiarata dall&#8217;Unesco\u00a0Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0. 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